venerdì 5 marzo 2010
mercoledì 3 marzo 2010
“Risposte evasive ed insoddisfacenti”
Nemmeno l’inchiesta della Procura di Grosseto sullo smaltimento dei rifiuti tossici e i dati dell’ARPA relativi ai mesi di novembre e dicembre 2009 riescono a smuovere l’assessore De Anna e la Giunta regionale del FVG. Nella risposta all’interrogazione immediata fornita stamane in aula l’assessore riesce a smentire se stesso. Smentisce le sue stesse affermazioni, rese davanti ad una telecamera, secondo le quali il Sindaco, verificata l’attendibilità dei dati sulle emissioni nocive trasmessi alla Procura della Repubblica, avrebbe dovuto emettere un’ordinanza di chiusura. Invece nell’odierna risposta l’assessore afferma che il Sindaco può continuare ad attendere perché ARPA, Provincia di Trieste e Regione FVG stanno aspettando un pronunciamento del TAR in merito ad un ricorso proposto dalla Lucchini Severstal ed hanno quindi sospeso il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale.
Non c’è motivo di ritenere che questo atteggiamento di continua dilazione dei tempi e di posticipare continuamente le decisioni sia diverso per quanto riguarda il problema occupazionale che l’annunciata chiusura della Ferriera comporterà comunque. Anche su questo versante l’azione della Regione è inesistente e inconsistente, basta registrare l’ennesima empasse sull’infinita partita delle bonifiche e la assoluta e drammatica mancanza di prospettive di lavoro.
Il centrodestra ha cercato di assicurare alla Lucchini Severstal piena libertà di manovra: prima ha raccolto voti nei quartieri con gli annunci elettorali sulla chiusura della Ferriera, lavorando nel contempo per sminuire l’impatto occupazionale, trasformandolo in una riduzione costante e protratta nel tempo. Questa impostazione ha permesso al centrodestra di ingraziarsi a fasi alterne ora i cittadini, ora i lavoratori, ma finirà inevitabilmente per scontentare tutti i soggetti interessati, perché continuano a on trovare risposte adeguate ai problemi occupazionali e a quelli ambientali, strettamente legati all’inquinamento dentro e fuori dallo stabilimento.
Trieste, 03.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Non c’è motivo di ritenere che questo atteggiamento di continua dilazione dei tempi e di posticipare continuamente le decisioni sia diverso per quanto riguarda il problema occupazionale che l’annunciata chiusura della Ferriera comporterà comunque. Anche su questo versante l’azione della Regione è inesistente e inconsistente, basta registrare l’ennesima empasse sull’infinita partita delle bonifiche e la assoluta e drammatica mancanza di prospettive di lavoro.
Il centrodestra ha cercato di assicurare alla Lucchini Severstal piena libertà di manovra: prima ha raccolto voti nei quartieri con gli annunci elettorali sulla chiusura della Ferriera, lavorando nel contempo per sminuire l’impatto occupazionale, trasformandolo in una riduzione costante e protratta nel tempo. Questa impostazione ha permesso al centrodestra di ingraziarsi a fasi alterne ora i cittadini, ora i lavoratori, ma finirà inevitabilmente per scontentare tutti i soggetti interessati, perché continuano a on trovare risposte adeguate ai problemi occupazionali e a quelli ambientali, strettamente legati all’inquinamento dentro e fuori dallo stabilimento.
Trieste, 03.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
giovedì 25 febbraio 2010
Il Presidente dell’Autorità portuale non parla a sproposito
E’ vero che non facciamo parte della “politica cittadina e regionale” che conta, però è altrettanto vero che siamo forse l’unica parte politica a non poter essere tacciata di “silenzio assordante” e di disinteresse per il futuro del Porto di Trieste. Siamo intervenuti molto, al riguardo, sia in sede istituzionale che nel dibattito pubblico (cfr. sul sito www.kocijancic.blogspot.com).
Riteniamo di non dover degnare nemmeno di un commento le considerazioni “gastronomiche” del collega Maurizio Bucci in merito all’inesistenza di una “cupola” (del resto, cosa ci si potrebbe aspettare da uno che da assessore comunale al turismo riteneva di fare del buon marketing territoriale offrendo mortadella agli sparuti croceristi in visita in città?), mentre ci preoccupa che a prendere le distanze da Claudio Boniciolli siano anche eminenti esponenti del PD.
Dichiarare che il “progetto Unicredit é indubbiamente valido” equivale ad elevare allo status di progetto definito una semplice quantificazione di costi: 922 milioni di euro, che Unicredit ripartisce per 712 milioni di quota parte a carico dei privati (costruttori, gestori di terminal, compagnie di navigazione ancora da “scoprire”) e per il restante al “pubblico” (non meglio definito). Sui privati e sul loro apporto in termini di investimenti a vantaggio dello sviluppo del Porto e della città gli esempi in negativo si sprecano (Evergreen non vorrebbe pagare nemmeno un equo canone di concessione), mentre il “pubblico” (vero, CIPE?), che dovrebbe assicurare altri quasi trecento milioni di euro in infrastrutture non è capace di sbloccare ed assicurare lo stanziamento effettivo delle risorse necessarie all’avvio della piattaforma logistica ed ha costretto il Comitato Portuale ad accollarsi un mutuo di 70 milioni di euro per poter procedere ai lavori del primo lotto.
A ben guardare l’Autorità portuale ed il suo Presidente sono gli unici soggetti che agiscono, gli altri per ora limitano il proprio ruolo alla valutazione di pseudoprogetti faraonici ed al quotidiano chiacchiericcio polemico.
Trieste, 25.02.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Riteniamo di non dover degnare nemmeno di un commento le considerazioni “gastronomiche” del collega Maurizio Bucci in merito all’inesistenza di una “cupola” (del resto, cosa ci si potrebbe aspettare da uno che da assessore comunale al turismo riteneva di fare del buon marketing territoriale offrendo mortadella agli sparuti croceristi in visita in città?), mentre ci preoccupa che a prendere le distanze da Claudio Boniciolli siano anche eminenti esponenti del PD.
Dichiarare che il “progetto Unicredit é indubbiamente valido” equivale ad elevare allo status di progetto definito una semplice quantificazione di costi: 922 milioni di euro, che Unicredit ripartisce per 712 milioni di quota parte a carico dei privati (costruttori, gestori di terminal, compagnie di navigazione ancora da “scoprire”) e per il restante al “pubblico” (non meglio definito). Sui privati e sul loro apporto in termini di investimenti a vantaggio dello sviluppo del Porto e della città gli esempi in negativo si sprecano (Evergreen non vorrebbe pagare nemmeno un equo canone di concessione), mentre il “pubblico” (vero, CIPE?), che dovrebbe assicurare altri quasi trecento milioni di euro in infrastrutture non è capace di sbloccare ed assicurare lo stanziamento effettivo delle risorse necessarie all’avvio della piattaforma logistica ed ha costretto il Comitato Portuale ad accollarsi un mutuo di 70 milioni di euro per poter procedere ai lavori del primo lotto.
A ben guardare l’Autorità portuale ed il suo Presidente sono gli unici soggetti che agiscono, gli altri per ora limitano il proprio ruolo alla valutazione di pseudoprogetti faraonici ed al quotidiano chiacchiericcio polemico.
Trieste, 25.02.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Ennesimo rinvio del PSSR: la maggioranza regionale fa ridere
e l’assessore Kosic dovrebbe dimettersi
Può capitare, una volta, che un piano socio sanitario regionale venga presentato, discusso in commissione e poi ritirato perché bisognoso di ulteriori approfondimenti ed integrazioni.
Non dovrebbe capitare, invece, che il medesimo piano, passato una seconda volta al vaglio di audizioni pubbliche con portatori di interesse e soggetti deputati ad esprimere una valutazione sui contenuti, venga pubblicamente quanto apparentemente “difeso e blindato” dall’assessore proponente (il piano non si rivede e non si riscrive) per poi vederne ulteriormente rinviata l’approvazione. Non tanto perché lo richieda l’opposizione (che pure l’ha fatto con tutte le proprie articolazioni in tutte le sedi possibili), quanto perché la richiesta di rinvio arriva dal capogruppo del partito di maggioranza relativa PdL.
Da un punto di vista formale il Presidente Tondo e la maggioranza regionale difendono strenuamente il piano, dal punto di vista sostanziale ne prendono le distanze o quantomeno dimostrano di non aver raggiunto un accordo sui contenuti. Ormai è prassi abituale di questa maggioranza abituata a dichiarazioni mediatiche altisonanti che producono fatti e provvedimenti concreti in maniera inversamente proporzionale.
Quanto all’assessore Kosic, noi al posto suo ci saremmo dimessi: non perché l’opposizione sia cattiva, ma semplicemente perché questa maggioranza è totalmente inaffidabile e schizofrenica.
Trieste, 25.02.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Può capitare, una volta, che un piano socio sanitario regionale venga presentato, discusso in commissione e poi ritirato perché bisognoso di ulteriori approfondimenti ed integrazioni.
Non dovrebbe capitare, invece, che il medesimo piano, passato una seconda volta al vaglio di audizioni pubbliche con portatori di interesse e soggetti deputati ad esprimere una valutazione sui contenuti, venga pubblicamente quanto apparentemente “difeso e blindato” dall’assessore proponente (il piano non si rivede e non si riscrive) per poi vederne ulteriormente rinviata l’approvazione. Non tanto perché lo richieda l’opposizione (che pure l’ha fatto con tutte le proprie articolazioni in tutte le sedi possibili), quanto perché la richiesta di rinvio arriva dal capogruppo del partito di maggioranza relativa PdL.
Da un punto di vista formale il Presidente Tondo e la maggioranza regionale difendono strenuamente il piano, dal punto di vista sostanziale ne prendono le distanze o quantomeno dimostrano di non aver raggiunto un accordo sui contenuti. Ormai è prassi abituale di questa maggioranza abituata a dichiarazioni mediatiche altisonanti che producono fatti e provvedimenti concreti in maniera inversamente proporzionale.
Quanto all’assessore Kosic, noi al posto suo ci saremmo dimessi: non perché l’opposizione sia cattiva, ma semplicemente perché questa maggioranza è totalmente inaffidabile e schizofrenica.
Trieste, 25.02.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
mercoledì 17 febbraio 2010
Incontro capigruppo opposizione e rappresentanze sindacali
Oggi si è svolto in consiglio regionale un incontro tra i capigruppo di opposizione (presenti Colussi, Corazza, Kocijančič e Moretton), durante il quale una folta delegazione delle categorie pensionati e funzione pubblica di CGIL, CISL e UIL ha spiegato ed esposto quali sono i nodi e le questioni irrisolte sul versante della protezione sociale sulle quali la giunta regionale e l’assessore competente continuano a sottrarsi al confronto ed a non voler dare risposte.
I rappresentanti sindacali, anche in relazione alla vicenda del piano regionale socio sanitario continuano a lamentare la sostanziale assenza di relazioni sindacali degne di questo nome, evidenziando come siano rimaste finora senza risposta svariate richieste di confronto ed incontro su temi cruciali quali il Fondo per l’autonomia possibile, la necessità di dare avvio alla riqualificazione delle strutture protette (case di riposo) e del personale operante in quell’ambito e sul problema della compartecipazione a rette, tariffe e contributi che rappresentano un onere difficilmente sostenibile per molti utenti e le loro famiglie.
La continua elusione di un confronto nel merito e l’atteggiamento di indifferenza posto in atto da questa amministrazione regionale e dalla maggioranza che la sostiene (all’incontro non ha partecipato nessun collega di maggioranza del consiglio regionale) danno la cifra più o meno esatta dell’impermeabilità, dell’autoreferenzialità e dell’arroganza che questa maggioranza regionale continua a dimostrare nella pratica quotidiana.
Trieste, 17.02.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
I rappresentanti sindacali, anche in relazione alla vicenda del piano regionale socio sanitario continuano a lamentare la sostanziale assenza di relazioni sindacali degne di questo nome, evidenziando come siano rimaste finora senza risposta svariate richieste di confronto ed incontro su temi cruciali quali il Fondo per l’autonomia possibile, la necessità di dare avvio alla riqualificazione delle strutture protette (case di riposo) e del personale operante in quell’ambito e sul problema della compartecipazione a rette, tariffe e contributi che rappresentano un onere difficilmente sostenibile per molti utenti e le loro famiglie.
La continua elusione di un confronto nel merito e l’atteggiamento di indifferenza posto in atto da questa amministrazione regionale e dalla maggioranza che la sostiene (all’incontro non ha partecipato nessun collega di maggioranza del consiglio regionale) danno la cifra più o meno esatta dell’impermeabilità, dell’autoreferenzialità e dell’arroganza che questa maggioranza regionale continua a dimostrare nella pratica quotidiana.
Trieste, 17.02.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
venerdì 12 febbraio 2010
Bilancio aggiornato progetto Lucchini Severstal su Ferriera di Servola - Trieste
Per la situazione che si è venuta a creare nella Ferriera di Servola non devono esserci conseguenze per i lavoratori.
1) Vanno individuate le norme e i provvedimenti adeguati in modo che in presenza di un’eventuale chiusura venga garantito il salario pieno agli operai che sono esclusivamente vittime delle scelte della dirigenza. Nel caso della Ferriera non si può ricorrere alla Cassa integrazione o alla mobilità, in questo caso va garantito il salario pieno e il pagamento deve essere a totale carico della Severstal Lucchini, unica responsabile.
2) La magistratura dovrebbe predisporre un meccanismo protetto per raccogliere le testimonianze dei lavoratori costretti al silenzio in tutti questi anni dal ricatto occupazionale.
Questi sono i provvedimenti immediati sui quali vale la pena di lottare e che possono portare ad una mobilitazione comune di lavoratori e abitanti dei quartieri finalmente uniti.
La linea sindacale, che a voler essere buoni nel giudizio, puntava ad ottenere riduzioni dell’impatto ambientale, garanzie sull’occupazione e sulla sicurezza del lavoro ha clamorosamente fallito diventando in alcuni casi difesa d’ufficio dell’azienda. Proseguire su questa strada rasenta la complicità con le scelte aziendali da parte di alcune RSU e organizzazioni sindacali.
Dopo l’incidente alla centrale turbo gas in costruzione nel Connecticut sarà necessario un ripensamento concreto da parte delle istituzioni e della politica sulla pericolosità della creazione di un polo energetico a Trieste. ( effetto domino tra centrale turbogas, rigassificatore, impianti industriali, oleodotto, ecc.) L’investimento della Severstal Lucchini di trecento milioni per la costruzione di una nuova centrale turbo gas ( 60 posti di lavoro) per lo sviluppo della città, si stanno rivelando un boomerang alla luce degli ultimi avvenimenti. La messa in vendita delle quote Severstal significa l’abbandono di questo progetto oppure che, assieme alle quote, verrà venduto anche l’accordo per la costruzione della centrale ?
L’inchiesta giudiziaria della procura di Grosseto riapre concretamente tutte le questioni legate all’inquinamento prodotto dalla Ferriera di Servola in questi anni.
La messa in vendita da parte della Severstal dell’80% delle azioni, chiarisce anche agli ultimi illusi il comportamento predatorio e invasivo sul territorio che abbiamo denunciato e documentato in questi anni.
Difendere l’occupazione e il diritto ad un salario non può diventare in nessun caso difesa di produzioni nocive e inquinanti. Lo sviluppo industriale nel nostro territorio deve partire dalla soluzione del problema delle bonifiche per eventuali nuovi insediamenti compatibili e non inquinanti. La messa in vendita della quota della Severstal non può esonerare la stessa dal pagamento delle bonifiche per i danni ambientali -che la magistratura sta verificando - e dal pagamento del salario pieno ai lavoratori.
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE FVG
Paolo Hlacia
Responsabile lavoro PRC
Federazione Trieste
Trieste, 11 febbraio 2010
1) Vanno individuate le norme e i provvedimenti adeguati in modo che in presenza di un’eventuale chiusura venga garantito il salario pieno agli operai che sono esclusivamente vittime delle scelte della dirigenza. Nel caso della Ferriera non si può ricorrere alla Cassa integrazione o alla mobilità, in questo caso va garantito il salario pieno e il pagamento deve essere a totale carico della Severstal Lucchini, unica responsabile.
2) La magistratura dovrebbe predisporre un meccanismo protetto per raccogliere le testimonianze dei lavoratori costretti al silenzio in tutti questi anni dal ricatto occupazionale.
Questi sono i provvedimenti immediati sui quali vale la pena di lottare e che possono portare ad una mobilitazione comune di lavoratori e abitanti dei quartieri finalmente uniti.
La linea sindacale, che a voler essere buoni nel giudizio, puntava ad ottenere riduzioni dell’impatto ambientale, garanzie sull’occupazione e sulla sicurezza del lavoro ha clamorosamente fallito diventando in alcuni casi difesa d’ufficio dell’azienda. Proseguire su questa strada rasenta la complicità con le scelte aziendali da parte di alcune RSU e organizzazioni sindacali.
Dopo l’incidente alla centrale turbo gas in costruzione nel Connecticut sarà necessario un ripensamento concreto da parte delle istituzioni e della politica sulla pericolosità della creazione di un polo energetico a Trieste. ( effetto domino tra centrale turbogas, rigassificatore, impianti industriali, oleodotto, ecc.) L’investimento della Severstal Lucchini di trecento milioni per la costruzione di una nuova centrale turbo gas ( 60 posti di lavoro) per lo sviluppo della città, si stanno rivelando un boomerang alla luce degli ultimi avvenimenti. La messa in vendita delle quote Severstal significa l’abbandono di questo progetto oppure che, assieme alle quote, verrà venduto anche l’accordo per la costruzione della centrale ?
L’inchiesta giudiziaria della procura di Grosseto riapre concretamente tutte le questioni legate all’inquinamento prodotto dalla Ferriera di Servola in questi anni.
La messa in vendita da parte della Severstal dell’80% delle azioni, chiarisce anche agli ultimi illusi il comportamento predatorio e invasivo sul territorio che abbiamo denunciato e documentato in questi anni.
Difendere l’occupazione e il diritto ad un salario non può diventare in nessun caso difesa di produzioni nocive e inquinanti. Lo sviluppo industriale nel nostro territorio deve partire dalla soluzione del problema delle bonifiche per eventuali nuovi insediamenti compatibili e non inquinanti. La messa in vendita della quota della Severstal non può esonerare la stessa dal pagamento delle bonifiche per i danni ambientali -che la magistratura sta verificando - e dal pagamento del salario pieno ai lavoratori.
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE FVG
Paolo Hlacia
Responsabile lavoro PRC
Federazione Trieste
Trieste, 11 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
Giornata del Ricordo o giornata della mistificazione?
Da qualche anno siamo abituati, in questo paese e nell’Unione Europea “dei confini definitivamente caduti”, grazie soprattutto alla tendenza generalmente revisionista delle più svariate politiche europee della memoria - che continuano pervicacemente a confondere i crimini fascisti e nazisti in una narrazione generale sulle vittime del 20° secolo, il cosiddetto secolo dei totalitarismi - a sentirci raccontare di tutto ed a sopportare cumuli di sciocchezze senza nemmeno indignarci. In Italia il fascismo di oggi si presenta solitamente svestito della propria uniforme e dei costumi che l’hanno caratterizzato storicamente, a volte però si traveste da “democrazia formale” ed egemonizza il dibattito e la scena mediatica nella Giornata del Ricordo.
Ogni anno crescono esponenzialmente i numeri dei presunti infoibati e delle vittime della barbarie slavocomunista, mentre le Istituzioni fanno ormai fatica a rintracciare famigliari, congiunti e discendenti di tanta umanità tragicamente perita: fossero tutte vere le affermazioni in proposito, verbali e scritte, ci dovrebbe essere almeno una certa corrispondenza tra numero di vittime ed onorificenze e medaglie assegnate…
Da ieri sembra che la Giornata del Ricordo possa servire anche per dare inizio all’ennesima campagna negazionista. Sembra che lo scrittore – giornalista Arrigo Petacco abbia affermato, nel corso di una trasmissione radiofonica RAI in prima serata, che la Risiera di San Sabba non sarebbe stata un campo di sterminio (l’unico lager nazista in Italia), ma che sarebbe una sorta di montatura storica per attenuare la tragedia delle foibe. Chissà cosa saprà dire in proposito il Presidente Napolitano…
Trieste, 11.02.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Ogni anno crescono esponenzialmente i numeri dei presunti infoibati e delle vittime della barbarie slavocomunista, mentre le Istituzioni fanno ormai fatica a rintracciare famigliari, congiunti e discendenti di tanta umanità tragicamente perita: fossero tutte vere le affermazioni in proposito, verbali e scritte, ci dovrebbe essere almeno una certa corrispondenza tra numero di vittime ed onorificenze e medaglie assegnate…
Da ieri sembra che la Giornata del Ricordo possa servire anche per dare inizio all’ennesima campagna negazionista. Sembra che lo scrittore – giornalista Arrigo Petacco abbia affermato, nel corso di una trasmissione radiofonica RAI in prima serata, che la Risiera di San Sabba non sarebbe stata un campo di sterminio (l’unico lager nazista in Italia), ma che sarebbe una sorta di montatura storica per attenuare la tragedia delle foibe. Chissà cosa saprà dire in proposito il Presidente Napolitano…
Trieste, 11.02.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
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