Premetto di essere un grande e sincero estimatore di Gerard Depardieu, del quale ho visto moltissimi film, dai tempi di “Novecento” in poi. Tuttavia non posso esimermi dall’esprimere alcune perplessità in ordine alla scelta di Depardieu quale testimonial per i vini del FVG alla manifestazione Vinitaly di Verona. Innanzitutto, è stato scelto un francese, paese tradizionalmente in competizione con il nostro nel settore della produzione vinicola. Qui potrebbe esserci effettivamente lo zampino della Lega Nord: ricostruendo la genesi di quella che è passata (non indenne dagli strali del PdL) per semplice battuta spontanea dell’assessore Violino - “friulano tipicamente padano” – adesso si comprende, finalmente, perché il testimonial del FVG a Vinitaly debba avere una qualche attinenza o vicinanza con i celti, o quantomeno con i galli, che infersero qualche bastonata agli antichi romani.
La seconda ragione, della quale probabilmente i leghisti non si sono accorti, risiede nel fatto che Depardieu è già testimonial di un noto marchio alimentare italiano e reclamizza – in atmosfera tipicamente meridionale - la pasta, la salsa di pomodoro e le proprie capacità culinarie esclamando con entusiasmo, alla fine dello spot, un “Tengo cuore italiano” detto con pienezza ed orgoglio.
La terza ragione è di ordine squisitamente economico: non si poteva scegliere il collega Giorgio Brandolin, che assomiglia a Depardieu, è di questa regione ed è, tra l’altro, uno dei pochi a potersi destreggiare senza problemi con l’identità e le parlate giuliana e friulana. Chiedendoglielo per tempo, forse la giunta regionale avrebbe potuto risparmiare un sacco di soldi.
Trieste, 08.04.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
giovedì 8 aprile 2010
giovedì 1 aprile 2010
Il PdL regionale elude la discussione sulle foibe
Bravi a lanciare il sasso ed ancor più lesti a nascondere la mano. Come interpretare altrimenti il fatto che il PdL (cofirmataria anche la Lega Nord), chiede per ben due volte in sede di conferenza dei capigruppo l’inserimento all’ordine del giorno del consiglio regionale della mozione n.ro 54 recante oggetto Tesi pregiudiziali sul volume: “Foibe. Una storia d’Italia.” di Jože Pirjevec – Edizioni Einaudi 2009, per chiederne poi per ben due volte, in aula, (3 marzo e 1° aprile 2010) il rinvio della discussione?
Evidentemente hanno il timore di non riuscire a sostenere e ad argomentare una mozione pregiudiziale e denigratoria nelle premesse, anche se parzialmente condivisibile nel dispositivo. Una mozione, per intenderci, non documentata o basata su fatti accaduti, ma costruita interamente sulla confutazione di dichiarazioni rese in un’intervista dall’autore del libro.
Si tratta, insomma, di un tentativo un po’ velleitario di reintrodurre per mezzo di una mozione il reato di opinione. Forse è per questo che, dopo averla scritta in feretta, adesso non hanno più tanta voglia di discuterla…
Trieste, 01.04.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Evidentemente hanno il timore di non riuscire a sostenere e ad argomentare una mozione pregiudiziale e denigratoria nelle premesse, anche se parzialmente condivisibile nel dispositivo. Una mozione, per intenderci, non documentata o basata su fatti accaduti, ma costruita interamente sulla confutazione di dichiarazioni rese in un’intervista dall’autore del libro.
Si tratta, insomma, di un tentativo un po’ velleitario di reintrodurre per mezzo di una mozione il reato di opinione. Forse è per questo che, dopo averla scritta in feretta, adesso non hanno più tanta voglia di discuterla…
Trieste, 01.04.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Deludente replica del Presidente Tondo
A margine della discussione di oggi sulla mozione che proponeva alla Regione di impugnare in sede di Corte Istituzionale la legge 9/2009 ed a rendere il territorio regionale indisponibile per l’individuazione di siti idonei alla costruzione di centrali nucleari ed allo stoccaggio, anche provvisorio, di scorie radioattive, il presidente Tondo ha ribadito di essere stato e di essere (ancora prima lo diventasse l’attuale governo nazionale) un sostenitore del ritorno al nucleare, di voler perseverare nell’opera di mediazione e di convincimento della Slovenia ad aprire ad una partnership italiana nel per ora previsto raddoppio della centrale nucleare di Krško, ma ha deciso di definire strumentale una mozione, che oltre a quanto già indicato chiedeva di accelerare i tempi di presentazione di un piano energetico regionale, gli chiedeva di prendere una posizione chiara in merito alla possibilità che uno dei siti idonei venga individuato nella nostra regione.
Tutto sommato una replica deludente rispetto al livello ed ai contenuti emersi dalla discussione, nella quale quasi tutti i consiglieri regionali hanno dimostrato di aver studiato ed approfondito il tema e sono stati capaci di dar vita ad una discussione interessante ed argomentata.
Un applauso, alla fine, il Presidente l’ha strappato alla propria maggioranza, dichiarando che finché sarà lui il Presidente della Regione, non si farà passare sulla testa alcuna decisione del Governo. Detto da un convinto nuclearista, sostenitore di un governo nazionale neonuclearista, non possiamo certo dirci tranquilli per questa pubblica sottolineatura di sovranità.
Trieste, 01.04.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Tutto sommato una replica deludente rispetto al livello ed ai contenuti emersi dalla discussione, nella quale quasi tutti i consiglieri regionali hanno dimostrato di aver studiato ed approfondito il tema e sono stati capaci di dar vita ad una discussione interessante ed argomentata.
Un applauso, alla fine, il Presidente l’ha strappato alla propria maggioranza, dichiarando che finché sarà lui il Presidente della Regione, non si farà passare sulla testa alcuna decisione del Governo. Detto da un convinto nuclearista, sostenitore di un governo nazionale neonuclearista, non possiamo certo dirci tranquilli per questa pubblica sottolineatura di sovranità.
Trieste, 01.04.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
venerdì 26 marzo 2010
Maneschi e le strane crisi
Strana crisi questa. Nessuno avrebbe potuto immaginare che il terminalista Maneschi fosse sul punto di portare i libri in tribunale. Noi che abbiamo la stampa e i media come fonte d’informazione pensavamo che le società riconducibili al Maneschi godessero di ottima salute finanziaria, visto che le stesse avevano acquisito la ex Compagnia portuale di Monfalcone, partecipazioni nelle cooperative fornitrici di manodopera nello scalo triestino e assieme ad altri il controllo dell’ex Compagnia Portuale - nonché art. 17, sempre a Trieste.
Sempre dalle dichiarazioni rese alla stampa dallo stesso Maneschi, abbiamo appreso che la sede Evergreen per il Mediterraneo – ciò che in sostanza aveva motivato la concessione novantennale di cinque magazzini in Porto Vecchio ad un canone iniziale pari ad un affitto ATER - non verrà più realizzata. Il semplice buon senso ci suggerisce di affermare che, venendo a mancare il motivo per cui la concessione era stata data, la stessa dovrebbe essere ritirata o almeno aggiornata, argomentando quali nuove e diverse condizioni siano intervenute. E’ possibile che la società concessionaria possa rivendere a terzi i magazzini e la concessione? Ed in tal caso, il controllo sulle concessioni e sulle finalità delle stesse da parte dell’Autorità Portuale sarebbe possibile? Se le società di Maneschi dovessero portare i libri al tribunale fallimentare, la concessione sarebbe messa all’asta per pagare i debiti o ritornerebbe nella disponibilità dell’Autorità portuale?
Strana crisi questa, con la quale anche imprenditori in buone condizioni di mercato e di guadagni gridano “Al lupo ! Al lupo !” invocando interventi straordinari (soldi e fidi da Stato e Regioni).
Trieste, 26.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Paolo Hlacia
Responsabile Commissione Lavoro PRC – SE Trieste
Sempre dalle dichiarazioni rese alla stampa dallo stesso Maneschi, abbiamo appreso che la sede Evergreen per il Mediterraneo – ciò che in sostanza aveva motivato la concessione novantennale di cinque magazzini in Porto Vecchio ad un canone iniziale pari ad un affitto ATER - non verrà più realizzata. Il semplice buon senso ci suggerisce di affermare che, venendo a mancare il motivo per cui la concessione era stata data, la stessa dovrebbe essere ritirata o almeno aggiornata, argomentando quali nuove e diverse condizioni siano intervenute. E’ possibile che la società concessionaria possa rivendere a terzi i magazzini e la concessione? Ed in tal caso, il controllo sulle concessioni e sulle finalità delle stesse da parte dell’Autorità Portuale sarebbe possibile? Se le società di Maneschi dovessero portare i libri al tribunale fallimentare, la concessione sarebbe messa all’asta per pagare i debiti o ritornerebbe nella disponibilità dell’Autorità portuale?
Strana crisi questa, con la quale anche imprenditori in buone condizioni di mercato e di guadagni gridano “Al lupo ! Al lupo !” invocando interventi straordinari (soldi e fidi da Stato e Regioni).
Trieste, 26.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Paolo Hlacia
Responsabile Commissione Lavoro PRC – SE Trieste
mercoledì 24 marzo 2010
L’insostenibilità e la pericolosità di nuove proposte effimere
Non è nemmeno che uno abbia la vocazione da guastafeste o sia votato al disfattismo, ma davvero non si riesce a condividere gli entusiastici toni mediatici con i quali sono stati commentati gli esiti dell’incontro di ieri sull’ipotetica riconversione della Ferriera di Servola. Sembra fin troppo ragionevole obiettare che se decine di tavoli aperti dal 2001 ad oggi non sono riusciti a sortire alcun effetto pratico e benefico ci dovrebbero riuscire tre tavoli “tematici” (occupazione, ambiente e sviluppo) eterodiretti (Regione, Provincia e Comune). A maggior ragione, se i percorsi di riconversione e di sbocco occupazionale poggiano su alcune idee e visioni nemmeno ben delineate (Superporto Trieste Monfalcone) o su progetti sui quali continuano ad incombere forti incertezze ed incognite (Rigassificatore e Centrale elettrica turbo gas), ci sentiamo di affermare che si stanno creando pericolosissimi presupposti per un’ulteriore, illusoria quanto effimera proposta di un futuro troppo segnato da variabili indipendenti dalla politica e dalle istituzioni.
L’unica cosa che ci sentiamo di sottoscrivere è la dichiarazione del Sindaco in merito all’ennesima empasse del nodo bonifiche. In sostanza, dice il primo cittadino – chi ha inquinato paghi e gli imprenditori privati che hanno levato gli scudi protestando per il prezzo asseritamene troppo alto stabilito dal Ministero dell’Ambiente facciano un passo indietro e paghino il dovuto. Questo deve valere per tutti e senza eccezioni, ovviamente per quota parte: dall’ultimo piccolo imprenditore locale (chiamato a pagare cifre irrisorie) alla Lucchini, che da quanto sta emergendo dall’inchiesta sul traffico di rifiuti tossici partita da Grosseto sembra aver inquinato “più del previsto”.
Uno sblocco definitivo della questione bonifiche è comunque precondizione necessaria per qualsiasi ipotesi di sviluppo industriale e produttivo della nostra città.
Trieste, 24.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
L’unica cosa che ci sentiamo di sottoscrivere è la dichiarazione del Sindaco in merito all’ennesima empasse del nodo bonifiche. In sostanza, dice il primo cittadino – chi ha inquinato paghi e gli imprenditori privati che hanno levato gli scudi protestando per il prezzo asseritamene troppo alto stabilito dal Ministero dell’Ambiente facciano un passo indietro e paghino il dovuto. Questo deve valere per tutti e senza eccezioni, ovviamente per quota parte: dall’ultimo piccolo imprenditore locale (chiamato a pagare cifre irrisorie) alla Lucchini, che da quanto sta emergendo dall’inchiesta sul traffico di rifiuti tossici partita da Grosseto sembra aver inquinato “più del previsto”.
Uno sblocco definitivo della questione bonifiche è comunque precondizione necessaria per qualsiasi ipotesi di sviluppo industriale e produttivo della nostra città.
Trieste, 24.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
lunedì 22 marzo 2010
Questione energetica: basta chiacchiere, la parola ai piani
Quello che si è caratterizzato fin dall’inizio come l’ennesimo stucchevole dibattito sulla questione energetica continua su premesse fasulle e fuorvianti. Dopo il diniego del governo sloveno su un possibile coinvolgimento dell’Italia (e quindi, in subordine, della Regione FVG) nel ventilato raddoppio della centrale nucleare di Krško, ecco riprendere quota da un lato il rischio di un FVG potenziale sito nucleare (Monfalcone), mentre dall’altro riparte il crescendo del “partito pro rigassificatore”.
Sarebbe ore di piantarla con chiacchiere tanto infondate quanto inutili e pretendere che il governo nazionale e la Regione FVG si dotino finalmente entrambe di un proprio piano energetico.
Solo in questo modo si potrà discutere con cognizione di causa ed a ragion veduta di fabbisogno energetico nazionale e regionale e si potrà programmare quali e quanti impianti saranno necessari a garantirlo, avendo ben presente quanto stabilito alla recente conferenza di Copenaghen in materia di energia “pulita” derivante da fonti di energia rinnovabile (eolico, fotovoltaico, biomasse e solare) inspiegabilmente sottostimate e scarsamente presenti in Italia.
Trieste, 22.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Sarebbe ore di piantarla con chiacchiere tanto infondate quanto inutili e pretendere che il governo nazionale e la Regione FVG si dotino finalmente entrambe di un proprio piano energetico.
Solo in questo modo si potrà discutere con cognizione di causa ed a ragion veduta di fabbisogno energetico nazionale e regionale e si potrà programmare quali e quanti impianti saranno necessari a garantirlo, avendo ben presente quanto stabilito alla recente conferenza di Copenaghen in materia di energia “pulita” derivante da fonti di energia rinnovabile (eolico, fotovoltaico, biomasse e solare) inspiegabilmente sottostimate e scarsamente presenti in Italia.
Trieste, 22.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
venerdì 12 marzo 2010
Il flop delle ronde nel FVG
Fossimo nei panni dell’assessore (tra l’altro) alla sicurezza, ci saremmo guardati bene dal tentare una forzata interpretazione positiva di un fallimento. Nella nostra regione non c’è, nei fatti, questo bisogno di sicurezza, né vi è la “propensione civica” a contribuirvi. In due province, Trieste e Gorizia, 20 ovvero 0 domande di adesione, contro le 200 di Pordenone e le 123 di Udine: puzza di “esortazione” all’iscrizione, guarda caso, laddove la Lega Nord è più radicata ed ha significativi insediamenti.
C’è poi l’aspetto anagrafico, che non è affatto secondario: in cosa potrà essere utile, in due province, il piccolo “esercito di riserva” costituito in prevalenza da ultrasessantenni? A nulla, salvo che ad appesantire ulteriormente i servizi sanitari territoriali chiamati ad effettuare le visite mediche previste (rimborsate dalla Regione) ed a giustificare ulteriori spese di denaro pubblico per gli “equipaggiamenti”.
I fatti (ed i numeri) dovrebbero avere la testa dura, addirittura più di certi leghisti. Il presidente Tondo dovrebbe avere il coraggio, una volta tanto, di prendere le distanze da un’operazione che è stata pompata a dismisura e che si è rivelata una bufala, così come la campagna sulla sicurezza che è servita a drenare consensi elettorali.
L’ultima perla correlata riguarda poi il sondaggio sul presunto bisogno di sicurezza della donne. Invece di sottolineare il “diffuso senso di insicurezza” che sarebbe percepito dalle donne del FVG (specialmente da quelle delle realtà metropolitane), perché la lega non dice quanti sono stati i questionari esaminati?
Trieste, 12.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
C’è poi l’aspetto anagrafico, che non è affatto secondario: in cosa potrà essere utile, in due province, il piccolo “esercito di riserva” costituito in prevalenza da ultrasessantenni? A nulla, salvo che ad appesantire ulteriormente i servizi sanitari territoriali chiamati ad effettuare le visite mediche previste (rimborsate dalla Regione) ed a giustificare ulteriori spese di denaro pubblico per gli “equipaggiamenti”.
I fatti (ed i numeri) dovrebbero avere la testa dura, addirittura più di certi leghisti. Il presidente Tondo dovrebbe avere il coraggio, una volta tanto, di prendere le distanze da un’operazione che è stata pompata a dismisura e che si è rivelata una bufala, così come la campagna sulla sicurezza che è servita a drenare consensi elettorali.
L’ultima perla correlata riguarda poi il sondaggio sul presunto bisogno di sicurezza della donne. Invece di sottolineare il “diffuso senso di insicurezza” che sarebbe percepito dalle donne del FVG (specialmente da quelle delle realtà metropolitane), perché la lega non dice quanti sono stati i questionari esaminati?
Trieste, 12.03.2010
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
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