venerdì 23 novembre 2012

traduzione in sloveno documentazione VIA



Consiglio Regionale
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

X LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

(ARTICOLO 163 REGOLAMENTO INTERNO CONSILIARE)

CONSIGLIERE INTERROGANTE:   Igor Kocijancic

GRUPPO CONSILIARE    LA SINISTRA L’ARCOBALENO

OGGETTO:  Sulla traduzione in sloveno della documentazione VIA del progetto TAV/TAC.-


TESTO   
Premesso che allo scrivente è giunta notizia che RFI – Rete Ferroviaria Italiana starebbe provvedendo alla traduzione in lingua slovena dei testi allegati alla valutazione di impatto ambientale della tratta Mestre – Trieste del progetto TAV – TAC, in quanto uno dei rilievi presentati in merito, sia da enti che da semplici cittadini, verterebbe proprio sulla mancata disponibilità delle traduzioni in argomento, pur essendo gran parte dei tratti isontino e triestino inserita in aree densamente abitate da popolazione di lingua slovena e compresi nel territorio soggetto a tutela ex legge 38/2001;

Tutto ciò premesso e rilevato Il sottoscritto consigliere regionale chiede di sapere

  1. Se  quanto riportato dallo scrivente corrisponda al vero e quali siano i tempi previsti per l’ultimazione delle traduzioni di cui alla premessa della presente interogazione.


Trieste, 19 novembre 2012


                                                                                                    Igor Kocijančič
                                                                            Consigliere regionale e Presidente del Gruppo
                                                                                              La Sinistra L'Arcobaleno

lunedì 22 ottobre 2012

impianto di rigassificazione Gas Natural a Zaule

Consiglio Regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia X LEGISLATURA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA (ARTICOLO 163 REGOLAMENTO INTERNO CONSILIARE) CONSIGLIERE INTERROGANTE: Igor Kocijancic GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA L’ARCOBALENO OGGETTO: Quesiti di attualità sull’impianto di rigassificazione Gas Natural a Zaule.- TESTO Premesso che solo alcuni giorni il ministro all’ambiente Clini ha dichiarato, a margine dell’incontro bilaterale interministeriale tra Italia e Slovenia che l’installazione del rigassificatore a Zaule sarebbe una questione interna dell’Italia; Rilevato che Gas natural ha aperto nella nostra città da alcuni giorni dei gazebo – info point con i quali si presume sia intenzionata a pubblicizzare l’installazione dell’impianto di rigassificazione on shore di cui sopra; Rilevato che allo scrivente a tutt’oggi non risulta che Gas Natural abbia provveduto a risolvere le numerose criticità progettuali che stanno alla base dei pareri negativi resi da ben tre consigli comunali e dal consiglio provinciale di Trieste, né si hanno ulteriori notizie pubbliche circa gli esiti della conferenza dei servizi che sta affrontando le numerose criticità connesse alla progettazione dell’impianto e della quale fa parte anche la Regione FVG; Dato atto che dovrebbe ancora sussistere l’incombenza del parere negativo reso dagli organi competenti della Repubblica di Slovenia; Dato atto che non è dato sapere quale sia il destino della conferenza dei servizi di cui sopra: Tutto ciò premesso e rilevato Il sottoscritto consigliere regionale chiede di sapere 1. Su quali presupposti giuridici vertano le dichiarazioni del ministro Clini, se alla Regione FVG risulti che oltre alla posa in opera dei gazebo – info point allestiti in questi giorni da Gas Natural .in vari punti della città l’impresa in argomento abbia provveduto a risolvere le numerose criticità progettuali di cui alla premessa della presente ed infine quale sia lo stato dell’arte della conferenza dei servizi di cui sopra. Trieste, 22 ottobre 2012 Igor Kocijančič Consigliere regionale e Presidente del Gruppo La Sinistra L'Arcobaleno

mercoledì 1 agosto 2012

“Ferriera, o delle occasioni perdute.”


C’è di che rimanere esterrefatti a leggere i resoconti giornalistici dell’assemblea di martedì scorso dei lavoratori di Ferriera e Sertubi, che per l’ennesima volta producono, insieme a tutte le organizzazioni sindacali, un documento contro l’inerzia della politica e per la prosecuzione dell’attività anche dopo il 2015. Arrivano anche a contraddire se stessi, chiedendo un tavolo, l’ennesimo. Come se sul problema ferriera non ci fossero e non ci fossero stati decine di tavoli istituzionali, come se al Ministero per lo sviluppo economico ed a quello dell’ambiente ignorassero il problema, come se gli stessi operai non sapessero,che rispetto ai 500 posti di lavoro, indotto escluso, gli 12000 dell’Ilva di Taranto o i circa 2000 di Piombino (sempre indotti esclusi) sono un problema di entità sicuramente maggiore rispetto al problema della Ferriera di Servola, anche dal punto di vista dell’ordine pubblico, che è l’unica cosa alla quale sembra davvero tenere il Governo.

Intanto a Taranto è stata indetta per domani una manifestazione promossa dal comitato spontaneo ed apartitico “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”, sorto “…per superare il conflitto ambiente/lavoro, che fino ad oggi ha visto gli operai contrapposti ai cittadini…”Il comitato, si legge nella nota “nasce con gli obiettivi della tutela della salute e dell’ambiente, coniugata al reddito di cittadinanza e alla piena occupazione. Riunisce operai Ilva, lavoratori, disoccupati, precari, studenti, cittadini che d’ora in poi, per la prima volta insieme, pretendono di essere al centro di ogni decisione politica sul futuro della città di Taranto” (fine della citazione).

Siamo di fronte alla riproposizione del Forum Ferriera più di dieci anni dopo, forum che era sorto come laboratorio per praticare gli stessi obiettivi delineati dal comitato di Taranto, forum che avrebbe potuto essere un’esperienza avanzata alla quale si sarebbero potuti ispirare anche altrove e che invece fu affossato perché qualcuno preferì rimanere più comodamente nella morsa della contrapposizione lavoro/salute/ambiente e continuare a sottostare ai ricatti occupazionali della Lucchini.

Il 2 agosto saremo in piazza non per contestare la decisione della magistratura, né tanto meno per difendere gli interessi della proprietà e le posizioni dei sindacati, ma per reclamare il rispetto di diritti fondamentali fino ad oggi calpestati.

Sembra una lezione, ancorché tardiva, per chi giustamente denuncia l’inerzia della politica ma potrebbe anche fare autocritica sulle proprie battaglie di retroguardia in tutti questi anni.



Trieste, 01.08.2012

Igor Kocijančič

Consigliere regionale PRC – SE

Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno

mercoledì 4 luglio 2012

“La nuova fase istituzionale del già assessore Andrea Garlatti”



            In questi giorni sta tenendo banco, mediaticamente parlando, il futuro professionale dell’ormai ex assessore Andrea Garlatti, per il quale il Presidente Tondo, alcuni giorni fa, nel dare comunicazione all’aula delle dimissioni appena presentate, ha dichiarato che “lascia dopo aver raggiunto gli obiettivi che gli erano stati assegnati”.
Ora, nessuno mette in dubbio la preparazione specifica ed il livello di conoscenze del prof. Andrea Garlatti, riconosciuto ed autorevole docente universitario di diritto pubblico ed amministrativo. Diversa e del tutto negativa è invece la valutazione che dobbiamo esprimere se parliamo di efficacia nel ruolo di assessore regionale, ruolo che ha ricoperto per quasi tre anni pieni. Ignoriamo, quali siano stati gli obiettivi che gli aveva assegnato il Presidente Tondo, se però rimaniamo ancorati ai risultati concreti possiamo rilevare che, pur avendolo annunciato più volte, non è riuscito a presentare alcun disegno di legge di riforma della autonomie locali, che il tanto propagandato e strombazzato “riassetto  delle comunità montane” che ha prodotto (per ora solo sulla carta) le unioni dei comuni montani, a più di un anno dalla sua approvazione risulta non attuato ed inapplicabile. Il fatto che dopo più di un anno nessuna delle unioni montane non solo non riesca a funzionare, ma non sia ancora riuscita ad approvare nemmeno uno statuto, la dice tutta.
Sono gli esempi più eclatanti, e ci fermiamo a questi, perché su questi l’amministrazione Tondo e la maggioranza hanno investito molto, riuscendo, per il momento a dimostrare unicamente che non sempre è facile costruire sulle proprie macerie.
            Il senso comune di opportunità avrebbero poi dovuto suggerire a Tondo un’indicazione diversa da quella dell’assessore uscente per l’incarico di direttore scientifico della scuola regionale della funzione pubblica, che è un’altra delle “creature” che Garlatti ha contribuito ad istituire da assessore. A questo punto non vorremmo che, come avevano già anticipato alcune testate locali, un altro possibile futuro ruolo istituzionale di Andrea Garlatti sia quello di amministratore del fondo previdenziale regionale che è un’altra delle operazioni ispirate dall’assessore Garlatti ed approvate da questa maggioranza.
            Conflitto d’interessi, cosa sarà mai?       
   
            Trieste, 03.07.2012
                                                                                            Igor Kocijančič
                        Consigliere regionale PRC – SE
                       Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno

venerdì 1 giugno 2012

“Se la destra fa la destra…”

Prendiamo dalla cronaca più recente due esempi dell’arroganza della destra, che sembra riprenda a fare con maggiore zelo il proprio mestiere di portavoce diretta degli interessi padronali e di classe.

Alcuni consiglieri del centrodestra hanno proposto di abolire i pochi sostegni ai “poveri e bisognosi” e di dare questi soldi alle imprese, per favorire lo sviluppo delle stesse e contribuire, per questo tramite, alla crescita dell’occupazione.

E’ bene puntualizzare che in questa crisi globale e profonda “i poveri” non sono una categoria astratta dello spirito. Sono state inventate, a proposito, numerose nuove definizioni a livello globale tra le quali spicca quella di “working poors “ lavoratori poveri, o, più letteralmente “poveri con impiego” per indicare coloro i quali - pur disponendo formalmente di un’occupazione lavorativa - non riescono ad arrivare a fine mese. Si tratta quindi della solita politica antipopolare che finanzia banche e imprese promettendo ricadute positive per i lavoratori negli anni a venire. Anni che - ormai l’abbiamo imparato bene - non arrivano mai, né sono destinati a venire, perché per qualche oscura ragione - solitamente innescata da quegli “organismi imparziali” che Monti non si dimentica mai di citare per rafforzare le scelte liberiste del suo governo – non è mai il momento di ridistribuire la ricchezza prodotta dal paese. Le uniche volte in cui questo è avvenuto è stato per effetto delle lotte degli operai e dei lavoratori negli ormai lontanissimi anni sessanta e settanta.

A livello regionale la destra ha nascosto all’interno della legge sulla portualità regionale delle norme di peggioramento delle condizioni di lavoro dei portuali, autorizzando, in contrasto con la legge nazionale, la cosiddetta autoproduzione e cioè il fatto che le navi fornite di mezzi e personale possano eseguire da sole le operazioni di scarico e carico. In nome dell’autonomia e della specificità regionale la destra persegue apertamente una politica contro i residui diritti dei lavoratori portuali per un’ulteriore rincorsa al ribasso del costo del lavoro, incentivando l’autosfruttamento nelle cooperative. Una politica di deregolamentazione dei diritti dei lavoratori che con vari artefici e protagonisti ben conosciuti stanno portando avanti da anni all’interno del porto e che produce sfruttamento, precariato e drammatiche contestazioni come quella di alcuni giorni fa avvenuta nello scalo triestino. Episodi che non dovrebbero essere necessari, perché nessun lavoratore dovrebbe essere costretto a gesti eclatanti per poter richiamare l’attenzione pubblica sulle pessime condizioni di lavoro e di trattamento economico. Sarebbe interessante sapere quale lezione abbia potuto trarre dalla vicenda in questione la Presidente dell’Autorità Portuale, che ha potuto ascoltare dalla voce di quel lavoratore e di altri portuali quali siano le condizioni lavorative alle quali sono costretti proprio nel giorno in cui le locandine riportavano la notizia dell’aumento della sua indennità di funzione.

Quando la destra fa la destra è ora che tutta la sinistra riprenda a fare il suo vero lavoro politico facendosi guidare dalle indicazioni che emergono dal mondo del lavoro e del non lavoro.

Trieste, 01.06.2012

Igor Kocijančič

Consigliere regionale PRC – SE

Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno

coordinamento regionale Federazione Sinistra

Si è riunito in questi giorni ad Udine il coordinamento regionale della Federazione della Sinistra, che partendo da un’analisi dell’attuale situazione politica, ha ravvisato la necessità di una maggiore articolazione, anche a livello regionale, della campagna di mobilitazione nazionale per l’opposizione alle politiche liberiste ed antipopolari del Governo Monti e la difesa dello Statuto dei lavoratori e dell’art. 18, in continuità con i contenuti della manifestazione nazionale organizzata a Roma il 12 maggio dalla Federazione della Sinistra a livello nazionale.


Nel corso della riunione si é discusso anche dei recenti esiti del voto amministrativo, che anche nella nostra regione ha interessato alcune importanti realtà. Nel contesto di un quadro generale discontinuo e totalmente mutato rispetto alle ultime tornate elettorali e non nascondendosi le difficoltà di consenso che riguardanop anche l’esito della FdS, va rilevato però che in FVG vi sono stati alcuni buoni risultati conseguiti dalle liste della Federazione sia in coalizione, come a Duino Aurisina, a Sagrado ed a Gorizia, dove si è eletto un consigliere, o in collocazione autonoma, come a San Canzian d’Isonzo o a Cervignano. E’ stata inoltre espressa viva soddisfazione per la riconferma del sindaco Patat a Cormons e l’affermazione della lista civica di sinistra.

Il coordinamento regionale della FdS ravvisa la necessità di contribuire con il proprio programma ad un confronto con i vari soggetti politici, sindacali e di movimento che anche nel Friuli Venezia Giulia avvertono la necessità di un’uscita a sinistra dalla crisi e ad una ricomposizione della sinistra anche a livello regionale e proporrà quindi, prima della fine dell’estate, un’assemblea pubblica aperta a tutti i soggetti impegnati su questo terreno.

Nel corso della riunione sono stati eletti a portavoce della Federazione della Sinistra per il Friuli Venezia Giulia Isabella Sartogo ed Igor Kocijančič.





Trieste, 1 giugno 2012

L’Ufficio stampa della FdS FVG

mercoledì 23 maggio 2012

“Il DDL sulla portualità regionale non appassiona la maggioranza”


L’interesse dimostrato in aula per il disegno di legge riguardante la disciplina della portualità regionale è risultato, finora, inversamente proporzionale alla rilevanza attribuitagli dalla giunta regionale e dai media locali. Il fatto che non si sia riusciti a procedere con la discussione dell’articolato, malgrado l’esaurimento della discussione generale già nel primo pomeriggio è significativo.
Ribadendo il rischio di contraddizione giuridica e rimandando, in materia, alle puntuali ed acute osservazioni del prof. Bartole (cfr. Il Piccolo di sabato, 19 maggio 2012), che alludono al velleitarismo legislativo regionale, rimane anche un interrogativo riguardante il senso di questo provvedimento, che sembra non convincere nemmeno chi dovrebbe sostenerlo con convinzione, l’attuale maggioranza regionale.
Questo DDL è ciò che resta dopo due anni di convegni e di tentativi di “lancio” del cosiddetto progetto Unicredit e di potenziamento del porto di Monfalcone, che quale primo effetto concreto della norma vedrà il proprio declassamento da porto di rango nazionale a scalo di interesse regionale. Inoltre, in un momento in cui sono state finalmente sbloccate ed assegnate dal CIPE le risorse per la piattaforma logistica del Porto di Trieste, aprendo una nuova serie di opportunità, sarebbe stato certamente più produttivo ragionare da subito in termini di estensione dell’Autorità Portuale di Trieste anche agli scali di Monfalcone e Porto Nogaro nell’ottica di contribuire fattivamente almeno in questa regione al sistema di porti dell’Alto Adriatico, sul quale a parole sembrano tutti d’accordo, piuttosto che ostinarsi a discutere una norma di carattere interlocutorio e transitorio, che dovrà essere comunque adeguata.
Giova ricordare, senza nulla togliere ai porti di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro, che Trieste è, malgrado gli attuali limiti e la crisi il secondo porto nazionale per tonnellaggio movimentato e che rimane, assieme a quello di Genova, lo scalo più importante per le comunicazioni con l’Europa, soprattutto per i collegamenti con l’est europeo. Inoltre è lo stesso Statuto del FVG che conferisce al Porto di Trieste valenza e rilevanza centrale e strategica regionale, appare quindi ancora più difficilmente comprensibile, allo stato attuale, la creazione di una dimensione portuale regionale che prescinda da un ragionamento complessivo della situazione dei porti della regione. 

            Trieste, 23.05.2012
                                                                                                                                          Igor Kocijančič
                                                                                                                 Consigliere regionale PRC – SE
                                                                                     Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno