La recente sentenza del TAR FVG, che ha rigettato il ricorso proposto dalla proprietà del centro commerciale Città Fiera di Torreano di Martignacco pone a tutti noi la necessità, per ragioni di civiltà soprattutto, di lavorare per consentire che questo delicato settore sia finalmente dotato di regole certe. Tali regole possono discendere unicamente da norme chiare e non interpretabili.
In questo senso c’è un’occasione da utilizzare subito: la sessione di assestamento del bilancio regionale. C’è tutto il tempo affinché la Giunta regionale - che dovrebbe seguire un chiaro indirizzo: quanto contenuto (e finora non applicato) nel programma elettorale del Presidente Tondo - apra un rapido confronto con le parti sociali interessate e arrivi in aula con una proposta di modifica dell’attuale norma.
Da parte nostra auspichiamo che la norma sia improntata ad un numero definito e non estensibile (da 20 ad un massimo di 25) di aperture festive, non interpretabili e non estensibili, salvaguardando quelle festività di chiusura “non negoziabili” peraltro già individuate con la precedente legge regionale sul commercio.
Avere regole certe e non interpretabili è l’unica maniera per garantire gli interessi di consumatrici e consumatori, lavoratrici e lavoratori, imprenditrici ed imprenditori.
Trieste, 19.07.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
mercoledì 20 luglio 2011
lunedì 27 giugno 2011
Sviluppi situazione Ferriera di Servola
Consiglio Regionale
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
X LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
(ARTICOLO 163 REGOLAMENTO INTERNO CONSILIARE)
CONSIGLIERE INTERROGANTE: Igor Kocijancic
GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA L’ARCOBALENO
OGGETTO: Sviluppi situazione Ferriera di Servola.-
TESTO
Premesso che nei giorni scorsi sui media locali è stato dato ampio rilievo alla difficile situazione che grava sullo stabilimento della Ferriera di Servola a Trieste in ragione della pesante situazione debitoria del gruppo Severstal (già Lucchini Severstal) che ne è proprietario e che potrebbe, a cascata, compromettere anche la futura esistenza della Sertubi (gruppo Duferco), che utilizza ghisa prodotta dalla Ferriera per la produzione di tubi;
Rilevato che da quanto riportato dai media la situazione dovrebbe comunque risolversi entro la settimana corrente e che in vari articoli riguardanti la situazione d’incertezza é stato posto l’accento che lo stabilimento di Servola sarebbe in attivo.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale chiede al Presidente della Giunta Regionale o all’assessore competente
1. Di sapere se vi siano, ad oggi, rilevanti novità sulla situazione complessiva riguardante il futuro destino della Ferriera di Servola e della Sertubi e di sapere se i riferimenti all’attivo rimarcati dalla stampa riguardano l’effettiva produzione o sono riferibili agli introiti garantiti dal CIP 6.
Trieste, 27 giugno 2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale e Presidente del Gruppo
La Sinistra L'Arcobaleno
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
X LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
(ARTICOLO 163 REGOLAMENTO INTERNO CONSILIARE)
CONSIGLIERE INTERROGANTE: Igor Kocijancic
GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA L’ARCOBALENO
OGGETTO: Sviluppi situazione Ferriera di Servola.-
TESTO
Premesso che nei giorni scorsi sui media locali è stato dato ampio rilievo alla difficile situazione che grava sullo stabilimento della Ferriera di Servola a Trieste in ragione della pesante situazione debitoria del gruppo Severstal (già Lucchini Severstal) che ne è proprietario e che potrebbe, a cascata, compromettere anche la futura esistenza della Sertubi (gruppo Duferco), che utilizza ghisa prodotta dalla Ferriera per la produzione di tubi;
Rilevato che da quanto riportato dai media la situazione dovrebbe comunque risolversi entro la settimana corrente e che in vari articoli riguardanti la situazione d’incertezza é stato posto l’accento che lo stabilimento di Servola sarebbe in attivo.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale chiede al Presidente della Giunta Regionale o all’assessore competente
1. Di sapere se vi siano, ad oggi, rilevanti novità sulla situazione complessiva riguardante il futuro destino della Ferriera di Servola e della Sertubi e di sapere se i riferimenti all’attivo rimarcati dalla stampa riguardano l’effettiva produzione o sono riferibili agli introiti garantiti dal CIP 6.
Trieste, 27 giugno 2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale e Presidente del Gruppo
La Sinistra L'Arcobaleno
lunedì 30 maggio 2011
Specificare contenuti proposte Regione FVG a Governo in merito a Superporto.-
Consiglio Regionale
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
X LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
(ARTICOLO 163 REGOLAMENTO INTERNO CONSILIARE)
CONSIGLIERE INTERROGANTE: Igor Kocijancic
GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA L’ARCOBALENO
OGGETTO: Specificare contenuti proposte Regione FVG a Governo in merito a Superporto.-
TESTO
Premesso che recentemente, in data 27 maggio 2011, la stampa locale ha presentato sommariamente i contenuti di una proposta che la Giunta regionale del FVG ha trasmesso o intende trasmettere al Governo nazionale allo scopo di ottenere uno specifico decreto legislativo per favorire la realizzazione del cosiddetto Superporto di Monfalcone;
Rilevato che, da quanto riportato dalla stampa, si evince che tra i contenuti della proposta vi sarebbe una serie di opere urgenti e necessarie al rilancio del sistema logistico del FVG, ma che non si fa alcuna menzione del Porto di Trieste né della piattaforma logistica, ancora in attesa di veder deliberato dal CIPE l’importo necessario all’avvio dei lavori;
Rilevato infine che appare quantomeno incerto l’assetto giuridico in base al quale il governo potrebbe procedere nel senso auspicato della Giunta regionale;
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale chiede al Presidente della Giunta Regionale ed all’assessore competente
1. Di poter conoscere esattamente i contenuti della proposta in materia di Superporto che la Giunta regionale intende trasmettere al Governo nazionale, i motivi dell’esclusione del Porto di Trieste dal novero delle proposte e di sapere su quale presupposto giuridico verterà la nomina del commissario straordinario.
Trieste, 30 maggio 2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale e Presidente del Gruppo
La Sinistra L'Arcobaleno
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
X LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
(ARTICOLO 163 REGOLAMENTO INTERNO CONSILIARE)
CONSIGLIERE INTERROGANTE: Igor Kocijancic
GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA L’ARCOBALENO
OGGETTO: Specificare contenuti proposte Regione FVG a Governo in merito a Superporto.-
TESTO
Premesso che recentemente, in data 27 maggio 2011, la stampa locale ha presentato sommariamente i contenuti di una proposta che la Giunta regionale del FVG ha trasmesso o intende trasmettere al Governo nazionale allo scopo di ottenere uno specifico decreto legislativo per favorire la realizzazione del cosiddetto Superporto di Monfalcone;
Rilevato che, da quanto riportato dalla stampa, si evince che tra i contenuti della proposta vi sarebbe una serie di opere urgenti e necessarie al rilancio del sistema logistico del FVG, ma che non si fa alcuna menzione del Porto di Trieste né della piattaforma logistica, ancora in attesa di veder deliberato dal CIPE l’importo necessario all’avvio dei lavori;
Rilevato infine che appare quantomeno incerto l’assetto giuridico in base al quale il governo potrebbe procedere nel senso auspicato della Giunta regionale;
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale chiede al Presidente della Giunta Regionale ed all’assessore competente
1. Di poter conoscere esattamente i contenuti della proposta in materia di Superporto che la Giunta regionale intende trasmettere al Governo nazionale, i motivi dell’esclusione del Porto di Trieste dal novero delle proposte e di sapere su quale presupposto giuridico verterà la nomina del commissario straordinario.
Trieste, 30 maggio 2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale e Presidente del Gruppo
La Sinistra L'Arcobaleno
giovedì 26 maggio 2011
“Antonione è un bugiardo opportunista”
La lettera che il candidato sindaco Antonione sta mandando alle triestine e triestini è un appello elettorale infarcito di menzogne. Non potendo contare su proposte e progetti non gli resta che il tentativo di emulazione del premier. Il pericolo per Trieste sarebbero cinque potenziali eletti di Rifondazione Comunista e di Sinistra e Libertà (riportato in grassetto). Poi inizia la sequela di menzogne:
Sono contrari alla modernizzazione dei collegamenti infrastrutturali (No Tav). Essere No Tav non significa essere contrari alla modernizzazione ed al miglioramento dei collegamenti infrastrutturali, lo abbiamo spiegato tante volte e continueremo a farlo.
Vogliono destinare improtanti risorse ai nomadi favorendoli nelle assegnazioni delle case e dei posti di lavoro(?) a scapito dei nostri ragazzi. Siamo sempre stati per l’integrazione di rom e sinti (chi sono i nomadi?) e le assegnazioni sono disposte in base a leggi regionali, peggiorate dai suoi alleati della Lega Nord e che l’Unione europea ha più volte impugnato.
Vogliono omologare le coppie omosessuali alla famiglia tradizionale sottreaendo così a quest’ultima importanti risorse. E’ universalmente risaputo che il Comune, anche in questo settore, non può far altro che applicare le norme statali e regionali. Menzogna colossale.
Vogliono realizzare indicazioni e insegne bilingui su tutto il territorio comunale con una spesa pubblica rilevantissima. Altra menzogna colossale. Anche i muri sanno che si tratta di applicare la legge nazionale 38/2001 e che le risorse sono già stanziate.
Possiamo immaginare che Antonione affidi a ghost writers improvvidi la stesura dell’ultimo appello elettorale, ma non che non dia almeno un’occhiata al testo.
Non ci sono altre possibilità: o è vittima di un ‘insolazione o è semplicemente un bugiardo opportunista che falsa la realtà.
Trieste, 26.05.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
Sono contrari alla modernizzazione dei collegamenti infrastrutturali (No Tav). Essere No Tav non significa essere contrari alla modernizzazione ed al miglioramento dei collegamenti infrastrutturali, lo abbiamo spiegato tante volte e continueremo a farlo.
Vogliono destinare improtanti risorse ai nomadi favorendoli nelle assegnazioni delle case e dei posti di lavoro(?) a scapito dei nostri ragazzi. Siamo sempre stati per l’integrazione di rom e sinti (chi sono i nomadi?) e le assegnazioni sono disposte in base a leggi regionali, peggiorate dai suoi alleati della Lega Nord e che l’Unione europea ha più volte impugnato.
Vogliono omologare le coppie omosessuali alla famiglia tradizionale sottreaendo così a quest’ultima importanti risorse. E’ universalmente risaputo che il Comune, anche in questo settore, non può far altro che applicare le norme statali e regionali. Menzogna colossale.
Vogliono realizzare indicazioni e insegne bilingui su tutto il territorio comunale con una spesa pubblica rilevantissima. Altra menzogna colossale. Anche i muri sanno che si tratta di applicare la legge nazionale 38/2001 e che le risorse sono già stanziate.
Possiamo immaginare che Antonione affidi a ghost writers improvvidi la stesura dell’ultimo appello elettorale, ma non che non dia almeno un’occhiata al testo.
Non ci sono altre possibilità: o è vittima di un ‘insolazione o è semplicemente un bugiardo opportunista che falsa la realtà.
Trieste, 26.05.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
mercoledì 25 maggio 2011
“Porto: strumentali le proteste di terminalisti, armatori e spedizionieri contro lo sciopero dei lavoratori portuali”
Sorprende alquanto che nessuna delle tante cassandre, tra questi Maneschi e Samer, che in questi giorni stanno prefigurando un futuro nero per il porto di Trieste, addossandone la colpa alle “conseguenze” dello sciopero dei lavoratori portuali, non abbia protestato all’inizio di febbraio di questo anno, quando Trieste era stata invasa dai TIR destinati alla Turchia che erano in attesa di imbarco nel nostro scalo perché in quei giorni il porto di Marsiglia era bloccato da uno sciopero dei portuali francesi (cfr. articolo di Paolo Rumiz dd. 12 febbraio 2011 su Il Piccolo).
Le inevitabili perdite di traffico ascrivibili allo sciopero di questi giorni in realtà sono state già recuperate, nel conteggio annuale, dall’eccezionale quanto inaspettato afflusso di mezzi pesanti in quelle giornate. Possiamo supporre che anche i terminalisti e gli imprenditori francesi del settore avranno previsto scenari grami e utilizzato toni apocalittici contro i lavoratori marsigliesi in sciopero.
Invece di dare la stura allo squallido gioco delle parti questi signori potrebbero spiegare le proprie responsabilità nel mancato rilancio di traffici, piuttosto che confidare sulla “durezza” degli scioperi francesi e greci per incrementare di qualche migliaio di TEU le proprie statistiche.
Intanto i portuali triestini, oltre alla solidarietà di molti scali italiani, hanno incassato anche la solidarietà dei colleghi di Capodistria e di Fiume. Giova rammentare che ai portuali di Capodistria negli ultimi anni era bastato minacciare lo sciopero per vedere accolte da Luka Koper tutte le richieste di aumento salariale e miglioramento delle condizioni di lavoro. I vertici del Porto di Capodistria non lo fecero perché mossi da ragioni filantropiche, ma perché ritennero fosse una soluzione preferibile alla possibile temporanea perdita di traffici.
Trieste, 25.05.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
Le inevitabili perdite di traffico ascrivibili allo sciopero di questi giorni in realtà sono state già recuperate, nel conteggio annuale, dall’eccezionale quanto inaspettato afflusso di mezzi pesanti in quelle giornate. Possiamo supporre che anche i terminalisti e gli imprenditori francesi del settore avranno previsto scenari grami e utilizzato toni apocalittici contro i lavoratori marsigliesi in sciopero.
Invece di dare la stura allo squallido gioco delle parti questi signori potrebbero spiegare le proprie responsabilità nel mancato rilancio di traffici, piuttosto che confidare sulla “durezza” degli scioperi francesi e greci per incrementare di qualche migliaio di TEU le proprie statistiche.
Intanto i portuali triestini, oltre alla solidarietà di molti scali italiani, hanno incassato anche la solidarietà dei colleghi di Capodistria e di Fiume. Giova rammentare che ai portuali di Capodistria negli ultimi anni era bastato minacciare lo sciopero per vedere accolte da Luka Koper tutte le richieste di aumento salariale e miglioramento delle condizioni di lavoro. I vertici del Porto di Capodistria non lo fecero perché mossi da ragioni filantropiche, ma perché ritennero fosse una soluzione preferibile alla possibile temporanea perdita di traffici.
Trieste, 25.05.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
martedì 24 maggio 2011
“Sulla vertenza Porto di Trieste”
Le vicende di questi giorni stanno mostrando il fallimento del “modello Trieste”: ossia una organizzazione del lavoro portuale fondata sulla sostanziale cancellazione della Compagnia, sulla frammentazione del lavoro (classificato impropriamente come articolo 16) realizzata attraverso decine di imprese messe in concorrenza le une con le altre.
Questo modello ha determinato la compressione salariale e la cancellazione di diritti scatenando quella che abbiamo chiamato la “guerra delle braccia”.
Nel Porto di Trieste sono autorizzate a operare diverse cooperative che vengono messe in concorrenza tra loro dai terminalisti i quali premono per l’abbassamento delle tariffe. Le tariffe concretamente applicate – aldilà di quanto formalmente stabilito – costituiscono la ragione principale della mancata applicazione del Contratto Unico dei Porti. Chi applica correttamente il contratto viene “strangolato”: questo è il caso della Cooperativa Primavera.
I terminalisti del Porto di Trieste non possono credere di competere a livello internazionale giocando esclusivamente sull’abbassamento dei salari e sulla cancellazione dei diritti dei lavoratori.
Si tratta di una concorrenza al ribasso che non produce nulla di positivo per nessuno: né per i lavoratori (le prime vittime di questo sistema), né per il Porto nel suo insieme, né per il territorio che rischia di perdere i vantaggi della presenza di un Porto funzionante e qualitativamente elevato.
L’efficienza di un Porto e la tutela piena dei lavoratori vanno di pari passo.
I sistemi portuali che si confrontano a livello internazionale fanno degli investimenti, della qualità dei servizi e della valorizzazione del lavoro portuale i loro punti di forza.
Per questo riteniamo che i principali soggetti in campo (Autorità Portuale, Istituzioni locali e Regione, soggetti imprenditoriali) debbano fare fino in fondo la loro parte trovando una soluzione concreta al problema del Porto di Trieste.
La soluzione va trovata con gli strumenti che già oggi la normativa fornisce ed in particolare nell’ambito delle possibilità offerte dall’articolo 17. Non entriamo nel merito tecnico delle varie opportunità fornite dall’articolo 17. Non ne escludiamo nessuna, purché siano funzionali alla tutela dei livelli occupazionali e in grado di garantire dignitose condizioni di lavoro ai lavoratori.
Non escludiamo nemmeno la soluzione alternativa a quella della gara, ossia la costituzione di una Agenzia (articolo 17) che, tra l’altro, avrebbe il merito di costituire un pool di prestazioni di lavoro il cui utilizzo sarebbe maggiormente garantito da un meccanismo di responsabilizzazione dei terminalisti stessi.
La soluzione esiste. Serve la volontà politica di realizzarla.
Trieste, 24.05.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
Questo modello ha determinato la compressione salariale e la cancellazione di diritti scatenando quella che abbiamo chiamato la “guerra delle braccia”.
Nel Porto di Trieste sono autorizzate a operare diverse cooperative che vengono messe in concorrenza tra loro dai terminalisti i quali premono per l’abbassamento delle tariffe. Le tariffe concretamente applicate – aldilà di quanto formalmente stabilito – costituiscono la ragione principale della mancata applicazione del Contratto Unico dei Porti. Chi applica correttamente il contratto viene “strangolato”: questo è il caso della Cooperativa Primavera.
I terminalisti del Porto di Trieste non possono credere di competere a livello internazionale giocando esclusivamente sull’abbassamento dei salari e sulla cancellazione dei diritti dei lavoratori.
Si tratta di una concorrenza al ribasso che non produce nulla di positivo per nessuno: né per i lavoratori (le prime vittime di questo sistema), né per il Porto nel suo insieme, né per il territorio che rischia di perdere i vantaggi della presenza di un Porto funzionante e qualitativamente elevato.
L’efficienza di un Porto e la tutela piena dei lavoratori vanno di pari passo.
I sistemi portuali che si confrontano a livello internazionale fanno degli investimenti, della qualità dei servizi e della valorizzazione del lavoro portuale i loro punti di forza.
Per questo riteniamo che i principali soggetti in campo (Autorità Portuale, Istituzioni locali e Regione, soggetti imprenditoriali) debbano fare fino in fondo la loro parte trovando una soluzione concreta al problema del Porto di Trieste.
La soluzione va trovata con gli strumenti che già oggi la normativa fornisce ed in particolare nell’ambito delle possibilità offerte dall’articolo 17. Non entriamo nel merito tecnico delle varie opportunità fornite dall’articolo 17. Non ne escludiamo nessuna, purché siano funzionali alla tutela dei livelli occupazionali e in grado di garantire dignitose condizioni di lavoro ai lavoratori.
Non escludiamo nemmeno la soluzione alternativa a quella della gara, ossia la costituzione di una Agenzia (articolo 17) che, tra l’altro, avrebbe il merito di costituire un pool di prestazioni di lavoro il cui utilizzo sarebbe maggiormente garantito da un meccanismo di responsabilizzazione dei terminalisti stessi.
La soluzione esiste. Serve la volontà politica di realizzarla.
Trieste, 24.05.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
“Ballottaggi: non votate per l’uomo che scappa!”
Ha attinto al repertorio classico (“non lasciamo la città in mano ai comunisti”), ha rischiato di farsi “bruciare” da una Fiamma Tricolore forte dell’ 0,5% dei suffragi del primo turno e di non potersi apparentare proprio con nessuno, nemmeno con la Lega Nord.
Da ultimo, ha pensato bene di scappare dai giornalisti, che stavano semplicemente facendo il proprio mestiere. Ma un candidato sindaco che non sa fare niente di meglio che fuggire davanti a un po’ di giornalisti, cosa farà davanti a difficoltà ben più serie, nel malaugurato caso dovesse diventare sindaco?
Alle triestine ed ai triestini ci sentiamo di dare un solo consiglio: non votate per l’uomo che scappa.
Trieste, 23.05.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
Da ultimo, ha pensato bene di scappare dai giornalisti, che stavano semplicemente facendo il proprio mestiere. Ma un candidato sindaco che non sa fare niente di meglio che fuggire davanti a un po’ di giornalisti, cosa farà davanti a difficoltà ben più serie, nel malaugurato caso dovesse diventare sindaco?
Alle triestine ed ai triestini ci sentiamo di dare un solo consiglio: non votate per l’uomo che scappa.
Trieste, 23.05.2011
Igor Kocijančič
Consigliere regionale PRC – SE
Presidente gruppo consiliare La Sinistra L'Arcobaleno
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